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ESCURSIONE SULL'ETNA

Descrizione

L'Etna è il vulcano attivo  più alto ed esteso d'Europa ed è il quinto monte più alto d'Italia. Si trova a Ovest della costa orientale siciliana, entro il territorio della provincia di Catania, tra i corsi dei fiumi Simeto e Alcantara.

L'Etna raggiunge un'altezza di circa 3320 metri sul livello del mare, ed ha una superficie di 1570 km2. La sua altezza varia in continuazione in seguito alle continue eruzioni.

Escursione Etna da Taormina

La struttura del vulcano è costituito da quattro crateri, il Cratere centrale (il più vecchio dei crateri sommitali), la Bocca nuova (formatasi nel 1968),  il Cratere di Nord-Est (formatosi nel 1911), ed infine il cratere di Sud-Est (il più giovane, formatosi nel 1971) che negli ultimi anni è elevato in modo considerevole grazie alle numerose eruzioni di natura stromboliana.

MITI E LEGGENDE

L'Etna fin dai tempi più antichi ha ispirato l'uomo nella creazione di leggende e di racconti mitologici legati ad essa. Omero, Virgilio, Orazio, Ovidio e altri ancora citarono il vulcano nelle loro storie. Ecco alcuni tra i più famosi miti:

La leggenda di Vulcano

Il Dio Vulcano un giorno litigò con il sommo Giove; ovviamente il primo ebbe la peggio e fu scaraventato giù dall'Olimpo degli dei. La tremenda caduta tramortì il povero vulcano che quando si svegliò si accorse di essere su un'isola incantata che non aveva niente da invidiare all'Olimpo. Da allora Vulcano prese il possesso dell'Etna dove si dice svolga l'attività di fabbro degli dei. Ecco spiegati i maestosi e spettacolari effluvi di lava e di gas.

Il mito di Tifeo

Tifeo era un gigante di grandissima statura. Un giorno questo decise di insidiare l'Olimpo. Allora Giove, adirato per l'irrispettoso atto, dopo una lunga e turbolenta lotta, decise di punire il gigante facendoli sorreggere la Sicilia con una particolare collocazione: i piedi sotto il Lilibeo (Trapani), il braccio destro sotto il Peloro (Messina) e quello sinistro sotto Pachino (Siracusa) e la testa proprio in prossimità dell'Etna. Ogni tanto l'irrequietudine del gigante darebbe vita ai terremoti e alle eruzioni dalla sua bocca.

Il mito di Ulisse e Polifemo

Ulisse, in ritorno da Troia, ebbe anche la sfortuna di imbattersi in Polifemo, un  feroce ciclope con un occhio solo che dominava la costa ionica siciliana. L'eroe greco, accecò il gigante con un palo di legno aguzzo. Polifemo iracondo voleva vendicarsi, ma essendo accecato non si accorse che Ulisse e compagni si erano aggrappati alla pancia dei pecoroni ed erano così usciti dalla grotta in cui erano tenuti. Il ciclope in un ultimo sussulto d'ira lanciò dei grossi massi contro Ulisse senza colpirlo dando origine ai faraglioni che oggi caratterizzano Acitrezza.

La leggenda di Aci e Galatea

Sempre sull'origine dei faraglioni di Acitrezza  si narra un'altra storia. Aci era un pastorello che viveva alle pendici dell'Etna. Questo era amato da Galatea, la quale però era a sua volta corteggiata da un ciclope. Il gigante non vedendo corrisposto il suo amore decise di uccidere Aci schiacciandolo con un gigantesco masso (uno dei faraglioni) credendo che finalmente Galatea si sarebbe concessa a lui. Ma non fu così. Galatea continuò ad amare il suo pastorello. Gli dei, così, commossi dalle lacrime di Galatea decisero di trasformare il corpo di Aci in sorgenti d'acqua dolce che sgorgavano sui pendii del vulcano. Anche la gente fu commossa dall'amore contrastato di Aci e Galatea e in memoria del pastore si decise di usare il prefisso Aci per numerosi paesi della costa ionica.

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ORIGINI

Dove oggi si trova il vulcano, 500 mila anni fa esisteva un grande Golfo che si affacciava sul mar Ionio. Al suo centro, dopo numerosi anni di eruzioni sotto marine, emersero i primi vulcani subaerei, il più importante dei quali fu il Calanna, vulcano ormai oggi spento che si trova nei pressi di Zafferana.

Cessata l'attività del Calanna, circa 80 mila anni fa, iniziò la violenta attività eruttiva del Trifoglietto I e del Trifoglietto II. Circa 64 mila anni fa, tremende esplosioni fecero collassare i crateri del Trifoglietto I e II generando così l'affascinante Valle del Bove, un'enorme e desolata caldera vulcanica larga oltre 5 km.

L'attività vulcanica riprese circa 34 mila anni fa con l'apertura di un cono eruttivo posto ad occidente rispetto ai vulcani che lo precedettero. Nacque così il Mongibello, che con l'enorme quantità di lave eruttate ha saldato il vulcano con la costa orientale siciliana. Ancora oggi il Mongibello è caratterizzato da un'attività eruttiva frequente e quindi relativamente poco pericolosa, proveniente sia dalle bocche terminali che dalle bocche laterali.

ERUZIONI ANTICHE E MODERNE

 etna

Nella storia dell'Etna ci sono state innumerevoli eruzioni che vengono classificate in"Eruzioni antiche" ed "Eruzioni moderne".

Le "Eruzioni antiche" furono 135, un numero abbastanza limitato anche perchè molto probabilmente gli antichi annotavano solo quelle più grandi e imponenti. Le più potenti tra queste furono quella del 396 a.C., che giunse fino al mare, del 1329, del 1381 e del 1669.

Quest'ultima in particolare fu la spartiacque tra le "Eruzioni antiche" e le "Eruzioni moderne". La dirompente eruzione iniziò l'11 Marzo del 1669, causata da una frattura che dal paese di Nicolosi arrivava fino al cratere centrale. A valle della frattura iniziarono a formarsi delle bocche che pian piano formarono delle montagnole che oggi vengono chiamate Monti Rossi. Da queste montagnole iniziò a defluire un fiume di lava che sommerse parte di Catania arrivando fino al mare.

Da segnalare ci sono anche le eruzioni del 1811 che diede vita al Monte Simone, nella Valle del Bove; quella del 1852, del 1883, del 1892, del 1908, del 1910 e del 1911.

Ma l'eruzione più catastrofica fu sicuramente quella del 1928, che ditrusse Mascali, durante la quale la lava sgorgò da una fenditura posizionata a 1000 m di quota e raggiunse rapidamente l'abitato.

Nel 1971 un'eruzione sommerse sia il vecchio osservatorio astronomico e parte della funivia. Proprio con questa eruzione si formò il quarto cratere di Sud-Est, che è stato il più attivo degli ultimi anni con frequenti e spettacolari eruzioni formate da splendide fontane di lava e da violenti boati udibili a km di distanza.

MORFOLOGIA

Il territorio del vulcano è suddiviso in aree differenti per morfologia e tipologia. Coltivato fino ai mille metri e fortemente urbanizzati sui versanti sud ed est si presenta selvaggio e brullo soprattutto dal lato ovest dove dai mille metri in poi predominano le "sciare", specie nella zona di Bronte. Poco urbanizzato, ma di aspetto più dolce il versante nord con il predominio dei boschi al di sopra di Linguaglossa. Il versante est è dominato dall'aspetto inquietante della Valle del Bove sui margini della quale si inerpicano i fitti boschi.

FLORA

Il paesaggio vegetale sull'Etna è condizionato dalle diverse temperature che si trovano alle varie altezze.

Dai 0 ai 500m s.l.m. si trovano soprattutto colture, in prevalenza di agrumeti, che hanno sostituito la macchia-foresta a lentisco, olivastro e carrubbo, che un tempo occupava le pendici più basse del vulcano.

Dai 600 ai 1000m s.l.m. la vegetazione era un tempo caratterizzata da foreste di leccio  oggi quasi del tutto scomparse a causa dell’intervento dell'uomo. Molto diffuse sono così le colture, costituite soprattutto da vigneti, da olivi e mandorli e dai pistacchi (versante occidentale) e noccioleti (versante nord-orientale). I boschi di leccio in alcune zone del versante occidentale sono caratterizzati dalla presenza del bagolaro di Tournefort.

Sul versante orientale i boschi sono invece molto frammentari ed insieme al leccio si trovano spesso l’orniello  ed il carpino nero. In alcune zone, tra i boschi di leccio, si può trovare anche il castagno.

Il piano che va dai 1000 ai 1500m s.l.m. è caratterizzato da boschi di querce caducifoglie soprattutto dalla roverella. Questi boschi  non sono però uniformemente distribuiti attorno al vulcano ed inoltre sono stati in gran parte rimpiazzati dai boschi di castagno.
In contrada Giarrita, sul versante orientale, insieme alla roverella si trova il cerro . Al di sopra dei boschi di roverella e dei castagneti si estendono i boschi a Pinus laricio che in alcune località formano delle splendide pinete (Pinete di Linguaglossa e di Serra La Nave).

Dai 1500 ai 2000m s.l.m. si trovano dei boschi di faggio, sostituiti in alcune aree  da boschi di Pinus laricio.

In alcune zone, soprattutto sul versante orientale, troviamo boschi e boscaglie di betulla dell’Etna, specie considerata caratteristica del vulcano, così come la ginestra dell’Etna.

Tra i 2500 e i 3000m s.l.m.a causa delle avverse condizioni climatiche, solo poche piante riescono a sopravvivere. Un esempio è il  Rumex scutatus fo. aetnensis.

Al di sopra dei 3000m.s.l.m.  è presente il deserto vulcanico in quanto la continua attività eruttiva del vulcano impedisce ogni forma di vegetazione.

FAUNA

L’apertura di strade rotabili, il disboscamento selvaggio e l’esercizio della caccia hanno determinato l’estinzione di animali un tempo presenti  quali il daino, il capriolo, il lupo, il cinghiale, l’avvoltoio e il grifone.

Attualmente tra gli animali ancora presenti ci sono l’istrice, la volpe , il gatto selvatico, la martora , il coniglio selvatico , la lepre  e, fra gli animali più piccoli, la donnola , il riccio , il ghiro , il quercino  e varie specie di topi e pipistrelli.

Moltissimi gli uccelli ed in particolare i rapaci: tra i diurni lo sparviero , la poiana , il gheppio, il falco pellegrino  e l’aquila reale; tra i notturni il barbagianni , l’assiolo, l’allocco, il gufo comune. Aironi cinerini , anatre ed altri uccelli acquatici si possono osservare nel lago Gurrida, unica distesa d’acqua dell’area montana etnea. Tra le macchie boschive è possibile osservare la ghiandaia, il colombo selvatico e la coturnice che si mischiano ad una miriade di uccelli canori quali le silvie, le cince more  e il culbianco.

Tra le diverse specie di rettili, che con il ramarro e la lucertola popolano il sottobosco, l’unica pericolosa è la vipera la cui presenza, negli ultimi anni, è aumentata a causa della distruzione dei suoi predatori.

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ETNA D'INVERNO

Al di sopra dei 1000 m, in inverno, è presente la neve che spesso dura fin quasi all'estate. Di conseguenza sull'Etna si trovano anche due stazioni sciistiche la cui particolarità è quella di poter sciare sulla neve potendo osservare il mare. Da quella Sud del Rifugio Sapienza, nel territorio di Nicolosi, è possibile ammirare tutto il golfo di Catania e la valle del Simeto. Nelle piste a Nord, quelle di Piano Provenzana in territorio di Linguaglossa, lo scenario che si apre d'innanzi comprende Taormina e le coste della Calabria. Le piste di Nicolosi sono state danneggiate dall'eruzione dell'estate del 2001, quando una colata lavica ha distrutto la stazione d'arrivo della funivia ed il centro servizi passando a pochi metri dallo stesso "Rifugio Sapienza". Le piste di Piano Provenzana sono state colpite dalla colata dell'Autunno del 2002.

Come arrivare

ETNA SUD - RIFUGIO SAPIENZA

La località, grazie alla funivia, è una delle mete turistiche prefetite dai turisti poichè è il punto di partenza per visitare i crateri sommitali.

Da Taormina è possibile raggiungere facilmente in auto Rifugio Sapienza in un'oretta circa.

Quindi, per arrivare sul lato Sud dell'Etna, bisogna intanto imboccare l'autostrada A18 in direzione Catania. In seguito prendere l'uscita di Giarre e attraversare i paesi di Santa Venerina e Zafferana Etna. Continuare seguendo le indicazioni per Etna.



ETNA NORD - PIANO PROVENZANA

La stazione di Piano Provenzana è immersa in una grande pineta ed ha l'aspetto di un paesaggio alpino con l'aggiunta della visione del mar Ionio.

Da Taormina è possibile raggiungere Piano Provenzana in auto in circa 45 minuti.

Per raggiungere la località bisogna imboccare l'autostrada A18 in direzione Catania. In seguito prendere l'uscita di Fiumefreddo di Sicilia e proseguire in direzione Linguaglossa. Dal centro del paese proseguire sulla strada mareneve seguendo le indicazioni per Etna Nord.

Escursioni organizzate

L'Etna è anche meta ininterrotta delle visite di turisti interessati al vulcano e alle sue manifestazioni in virtù del fatto che è uno dei pochi vulcani attivi al mondo ad essere a portata di mano di chiunque avendo a supporto ogni tipo di mezzo di comunicazione per raggiungerlo. Sono presenti infatti anche guide specializzate e mezzi fuoristrada che in sicurezza portano fino ai crateri sommitali.

 

ETNA PEOPLE

etnapeopleEtna People propone escursioni di intera giornata che vi faranno scoprire tutti i colori e le storie del vulcano. Le attività escursionistiche vengono effettuate sette giorni su sette ed è previsto il pick up per i clienti dai loro alberghi in fuoristrada o minibus.

Sono previste varie tappe:

1° tappa - Valle del Bove: Teatro per eccellenza delle principali eruzioni, da raggiungere in fuoristrada o passeggiando attraverso deserti di cenere, lava e paesaggi lunari.

2° tappa - Grotta di scorrimento lavico: Vi immergerete nelle viscere del vulcano usufruendo di caschetti e torce che noi vi forniremo.

Pausa pranzo: Degustazione enogastronomica offerta dalla nostra Associazione presso uno dei suggestivi rifugi presenti sul territorio etneo.

3° tappa - Colate e crateri: Passeggiando tra boschi secolari e crateri spenti scoprirete, grazie alle nostre esperte ed appassionate guide, i fenomeni vulcanici susseguitisi nel tempo.

4° tappa - Gole dell'Alcantara: Migliaia di anni fa, spesse colate laviche invasero il letto del fiume Alcantara. Seguendo il suo corso, circondati da alte pareti di basalti colonnati, resteresete incantanti dalla perfezione geometrica creata da Madre Natura.

Partenza intorno alle 9:00, rientro previsto intorno alle 18:30 circa.
Costo a persona

Dall'1 ottobre al 30 maggio: €59 per gli adulti, €49 per i minori dei 24 anni.

Dall'1 giugno al 30 settembre: €68 per gli adulti, €58 per i minori di 24 anni.

 Prenota subito qui

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